ansia
Mindful Crafts,  mindfulness

Ansia: combatterla con la consapevolezza

Parliamo di ansia: in Italia ne soffrono milioni di persone.

Wikipedia la definisce così:

L’ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. I segni somatici sono dunque un’iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi“.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore.

A volte non è necessario soffrire d’ansia per accorgersene: ci sentiamo a disagio, continuamente a corto di tempo ed energia. Perchè?

Troppi stimoli possono gettarti in uno stato di ansia non indifferente, soprattutto se sei una highly-sensitive person, ovvero una persona ipersensibile. Rumore, disordine, troppi impegni, troppe cose da fare finiscono per farti vivere male anche quei momenti in cui in realtà potresti rilassarti: chi non è mai andato a dormire pensando a tutto ciò che lo attendeva il giorno dopo? Faccende domestiche, impegni di lavoro, cene, corsi, impegni dei figli, portare giù il cane. La lista può continuare, e spesso pensiamo che è semplicemente la vita e non capiamo perchè ci procura così tanta ansia. Eppure quel rumore di fondo resta. Quel garbuglio di pensieri incoerenti, quella sensazione di arrivare sempre col fiato corto. La paura di non riuscire a fare tutto. La pressione delle aspettative degli altri.

Tutto questo mental load pesa dentro la nostra testa, non ci fa vivere bene. E’ il senso di sopraffazione, il male dei giorni nostri.

affogare, mano tesa, mare
Photo by Ian Espinosa on Unsplash

Ovviamente non possiamo evitare gli impegni di lavoro, impedire ai figli di andare a calcio (cioè in realtà potremmo, ma chi li sente poi??) o non portare giù il cane anche se fuori piove o ci sono -2°. Quello su cui vorrei concentrarmi oggi è il rumore di fondo a tutte queste attività, ovvero tutti quei pensieri che non prendono neanche una forma definita nella nostra mente (almeno secondo noi) ma che il nostro subconscio prende molto sul serio. E’ lui il nodo cruciale: è il subconscio che ci fa stare male. Parliamone.

kahlil gibran

Il Subconscio, Inconscio, Io istintivo: è quella parte di noi che sta sotto la superficie e agisce più o meno in silenzio, non vista.

E’ anche un bambino viziato che vuole tutto e subito. Tu devi alzarti alle 6.15 per andare a lavorare? Lui non vuole uscire dal letto. Devi riordinare la montagna di vestiti che giace sulla sedia da due settimane? Lui ha piani diversi: preferisce guardare 4 puntate di Vikings spiaggiato sul divano. Il subconscio però non è solo questo rognoso, pigro e viziato adolescente. E’ anche ipersensibile, e se percepisce nell’aria qualcosa che non gli va a genio, se non si sente coccolato, amato o se non ha la totale approvazione del cervello cognitivo, cioè della nostra parte razionale e consapevole, si incazza come una biscia. Chiaramente sto semplificando molto, perchè c’è una vastità di argomenti e informazioni impressionante su questo tema.

Pasquale Foglia nel suo libro “La forza sconosciuta del buon umore” lo descrive così:

“L’inconscio non è solo inconsapevole, ma è anche emotivo, istintivo, irrazionale e non di rado paranoico”.

Incoraggiante, vero?

Stabilito questo, è facile capire perchè certe volte basta un’inezia, una cosa apparentemente insignificante che vada storta per farci stare male. Per noi può anche sembrare una banalità, ma il nostro inconscio non la pensa così. La domanda a questo punto viene spontanea: come si fa a controllare l’inconscio? Sempre dal libro di Pasquale Foglia:

L’inconscio ha un potere realizzativo immenso, sia nel bene che nel male e influenza la nostra vita per il 90/95% circa del tempo. In pratica noi facciamo tutto automaticamente grazie alla memoria inconscia.

L’inconscio è ciò che ci governa per la maggior parte del tempo, ma è anche istintivo e inconsapevole. L’unico modo per “addomesticarlo” è la consapevolezza. Renderlo consapevole significa portare l’Io istintivo nel qui e ora, nel presente dove i ricordi del passato o le preoccupazioni del futuro non esistono. Significa allinearlo con il nostro cervello cognitivo.

Il subconscio è il rumore di fondo che mentre leggiamo un libro ci fa pensare alla lista della spesa o ad una preoccupazione più grave, mentre scriviamo una email ci fa canticchiare quella canzoncina fastidiosa. Il rumore di fondo deve tacere e mettersi ad ascoltare.

E’ un lavoro piuttosto difficile e richiede un vero e proprio allenamento, ma la buona notizia è che si può fare.

gene wilder, si può fare, frankenstein junior

Nella consapevolezza c’è il segreto della felicità? Forse.

Non conosco nessuno che sia felice al 100% o consapevole h24, sia chiaro. Sentirci in controllo ci fa sentire al sicuro, e crediamo che avere il controllo della nostra vita ci renda immuni dall’ansia e dalla paura. Ma non possiamo pensare di controllare tutto, è semplicemente impossibile. L’unica cosa che possiamo controllare è il momento presente, e come scegliamo di viverlo: se con consapevolezza e lucidità, oppure se preferiamo fischiettare una stupida canzoncina pensando a cosa abbiamo nel frigorifero cercando di scrivere una email al nostro commercialista.

scrivania disordinata

Perchè ho voluto affrontare questo argomento così ampio e complesso?

Perchè penso che gennaio sia un mese delicato e a volte un po’ difficile. Ci sentiamo il peso dei “buoni propositi” sulle spalle, propositi spesso irrealistici che non fanno altro che renderci troppo duri con noi stessi e quindi frustrati (e questo al nostro bambino interiore non piace, vero?). Gennaio è un mese in cui rischiamo di sentirci soffocare dalle incombenze: le vacanze sono lontanissime, spesso abbiamo i postumi del Natale, tipo qualche chilo in più, aver visto parenti che avremmo evitato volentieri, ma anche non aver potuto essere presenti come avremmo voluto…insomma il dark side of Christmas lo conosciamo tutti.

Penso che sia normale sentirsi sopraffatti dalle cose, a volte. Dato che so come ci si sente, spero che questo articolo possa essere d’aiuto a chi cerca un modo per restare a galla quando i pensieri negativi sembrano volerti affogare.

E siccome sono fissata con le liste, ecco 10 di esercizi di consapevolezza:

10 esercizi di consapevolezza

Ecco un video di Sara Bigatti che con la sua chiarezza e dolcezza spiega come lo Yoga può aiutarci ad accrescere la nostra consapevolezza:

Qui sotto vi lascio il link di 3 lavoretti facili e veloci che potete provare per allenare manualità e consapevolezza:

home decor

L’ansia è un problema serio. Se soffri di questo disturbo, puoi rivolgerti all’aiuto di un medico. Questo articolo è solo uno spunto di riflessione, non contiene informazioni mediche o scientifiche.

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