Simple living

Il minimalismo spiegato in tre parole

Come faccio a spiegare in poche righe l’impatto enorme che il minimalismo ha avuto sulla mia vita? Più o meno così:

Se si potesse definire con una frase, il minimalismo sarebbe questa: LESS IS MORE. Tre parole: “meno” uguale “più”.

Il concetto è molto semplice, gli effetti sono sterminati. Come può la privazione dare ricchezza? Siamo tutti cresciuti con la convinzione che più beni materiali possiedi, più sei ricco. “Più cose” uguale “più felicità”: il capitalismo si fonda su questa “fame di possessione”, dopotutto. E’ la ragione per cui i centri commerciali sono presi d’assalto la domenica.Il minimalismo inverte questa convinzione.

Quando non sapevo nemmeno cosa fosse realmente, pensavo che il minimalismo fosse una moda per ricchi annoiati, un lusso che solo pochi snob si potevano permettere. Non so cosa sia scattato in me, ma ad un certo punto mi sono incuriosita ugualmente (forse ho troppo tempo libero). Ho iniziato a leggere libri sul minimalismo e la conseguenza immediata è stata abbastanza inquietante. Mi sono guardata intorno e ho iniziato a sentirmi soffocare: mi sono resa conto che la mia casa e la mia testa erano un gran casino. Per non parlare del mio laboratorio. 

Ho iniziato questo articolo dicendo che il minimalismo ha avuto un impatto enorme sulla mia vita: eppure vista da fuori la mia vita non è cambiata così tanto. Casa mia non è composta da un letto, un tavolo, due sedie e una bacchetta di incenso fumante…anzi. Vivo più o meno nello stesso pollaio di prima, niente feng shui o roba del genere. Sì, ho fatto un po’ di decluttering e forse ne parlerò più avanti, ma non ho stravolto le mie abitudini e la mia casa.

E allora cosa è cambiato?

Sono cambiata io. Nella mia mente c’è più spazio. Più spazio per pensare, più spazio per riposarmi. Secondo me, il minimalismo è efficace quando lo applichiamo a noi stessi prima che sul resto. Tutti abbiamo dei pensieri ridondanti di cui non riusciamo a disfarci, il così detto clutter mentale: le cianfrusaglie del cervello. E io sono maestra nell’arte di accumulare cianfrusaglie! Tutto quel clutter mentale ci affatica, ci rende scontrosi e confusi.

Una volta che intraprendiamo un percorso di decluttering mentale, aumenta anche la nostra chiarezza di pensiero.

Less is more significa, detto papale papale: meno roba hai, più spazio hai. Meno cianfrusaglie significa più spazio: sia in casa che nella nostra testa. Per questo quando riordiniamo ci sentiamo meglio, e per un attimo ci viene naturale guardarci intorno soddisfatti e fare un bel respiro: quanto spazio!

Ma c’è un problema: il minimalismo non ti dice “riordina, organizza” ma “butta via tutta quella merda!”

Per questo, anche dopo che ci sforziamo enormemente per riordinare la nostra casa, dopo 5 minuti siamo al punto di partenza e sembra che sia esplosa una bomba in salotto.

Mi dispiace essere portatrice di tale infausta novella: ma spostare un oggetto dal pavimento alla mensola non crea più spazio, lo ridistribuisce e basta.

Meno cose hai intorno, più spazio hai per vivere.
Che non vuol dire girare per casa come un’invasata con un sacco della spazzatura in mano e buttare via metà della tua roba: direi piuttosto che significa scegliere con cura la metà della tua roba che vuoi tenere.

minimalismo in tre parole

Il minimalismo è uno stile di vita. Nessuno può cambiare il proprio stile di vita dall’oggi al domani, e soprattutto non ne esiste uno che vada bene per tutti. Però ci sono tanti piccoli accorgimenti che possiamo adottare, o almeno provare, per fare più spazio dentro e fuori di noi.

Ne parliamo nel prossimo articolo!

M.

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